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	<title>libertà sessuale &#8211; Irene Cao</title>
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	<title>libertà sessuale &#8211; Irene Cao</title>
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		<title>sulpicia e le altre</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 22:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuiamo il nostro viaggio nell’universo femminile dell’antichità.Oggi vi parlerò della donna romana.Presso i primi Romani, che per ben cinque secoli non conobbero altro che la spada e la zappa, le donne vivevano in stato di soggezione e schiavitù.Le leggi davano ai mariti diritto di vita e di morte sulle mogli, e sottoponevano la donna al ...</p>
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<p>Continuiamo il nostro viaggio nell’<strong>universo femminile dell’antichità</strong>.<br>Oggi vi parlerò della <strong>donna romana</strong>.<br>Presso <strong>i primi Romani</strong>, che per ben cinque secoli non conobbero altro che la spada e la zappa, le donne vivevano in stato di <strong>soggezione</strong> e <strong>schiavitù</strong>.<br>Le <strong>leggi</strong> davano ai mariti diritto di vita e di morte sulle mogli, e sottoponevano la donna al rigore e al capriccio dei tribunali, oltre che alla censura dei magistrati.</p>



<h5>Vietato farsi belle!</h5>



<p>Le <strong><em>leggi suntuarie</em></strong> prescrivevano regole precise per l’uso delle vesti e degli ornamenti: guai eccedere, guai farsi belle!<br>Pensate che un tale Ignazio Metello uccise crudelmente la moglie solo perché aveva bevuto del vino. Per non parlare di Caio Sulpicio Gallo, che ripudiò la moglie perché era uscita di casa senza velarsi il capo.<br>Insomma, va detto, per i primi cinque secoli di civiltà, le Romane non se la passarono proprio bene.</p>



<h5>Tra matrimonio e famiglia</h5>



<p>Intorno all’<strong>Anno Zero</strong> le cose iniziano a cambiare.<br>Innanzitutto, cade in disuso il vecchio <strong>matrimonio</strong>, che trasferiva la moglie nella famiglia del marito in condizioni di completa sottomissione all’uomo. Per i matrimoni, inoltre, non sono più necessari i vari riti nuziali celebrati nei secoli precedenti. Adesso, perché due persone vengano considerate “sposate”, basta che decidano di vivere insieme <strong>con l’intenzione di essere marito e moglie</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_dr.jpg" alt="" class="wp-image-3898" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_dr.jpg 800w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_dr-300x205.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_dr-768x525.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_dr-500x342.jpg 500w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption><em>Lucilla</em> (Connie Nielsen) e <em>Massimo</em> (Russel Crowe) in una scena del film <em>Il gladiatore</em> (2000), regia di Ridley Scott</figcaption></figure></div>



<p><br>Viene poi introdotta un’importante riforma all’interno della <strong>famiglia</strong>.<br>Anticamente, la sola <strong>parentela</strong> riconosciuta dal diritto romano era quella in <strong>linea maschile</strong>, e quindi tra la madre e i figli non esisteva per legge alcun rapporto di parentela.<br>Ora, invece, viene restituito valore legale anche alla discendenza in <strong>linea femminile</strong>.<br>Un po’ alla volta le donne romane cominciano a godere di migliori condizioni di vita e di un’<strong>autonomia</strong> una volta impensabile.</p>



<h5>Le &#8220;emancipate&#8221;</h5>



<p>Se hanno la fortuna di appartenere alle classi alte, ricevono un’<strong>istruzione</strong> e possono usare il loro patrimonio come vogliono. Possono anche chiedere il <strong>divorzio</strong>, facoltà che spettava ai soli uomini.<br>Sono, questi, gli anni della cosiddetta <strong>emancipazione</strong>, durante i quali, a Roma, esistono <strong>donne medico</strong>, <strong>donne avvocato</strong>, o <strong>donne letterate</strong> che scrivono poesie.<br>Donne “emancipate” e per questo detestate dagli uomini, come sappiamo dal poeta latino <strong>Giovenale</strong>: la sua <em>Sesta Satira</em> suona come una ferocissima accusa contro il sesso femminile.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr-1024x435.jpg" alt="" class="wp-image-3899" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr-1024x435.jpg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr-300x127.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr-768x326.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr-500x212.jpg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_dr.jpg 1166w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Augusta Lucilla</em> (Connie Nielsen) in una scena del film <em>Il gladiatore</em> (2000), regia di Ridley Scott</figcaption></figure></div>



<h5>Le letterate</h5>



<p>Ma torniamo per un attimo alle <strong>donne letterate</strong>, a cui mi viene naturale rivolgere almeno un pensiero.<br><strong>Sulpicia</strong> è <strong>l’unica poetessa romana</strong> di cui possiamo leggere le opere.<br>Questo non significa, però, che sia stata l’unica donna romana ad aver scritto poesie. Significa che, se anche altre donne le scrissero, <strong>le loro opere non furono conservate</strong>.<br>Perché? Forse perché di scarso valore letterario? Ovviamente, non possiamo sapere quale fosse questo valore. Ma, anche ammesso che fosse modesto, il motivo non è questo.<br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_dr-1.jpg" alt="" class="wp-image-3901" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_dr-1.jpg 1000w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_dr-1-300x215.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_dr-1-768x551.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_dr-1-500x359.jpg 500w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><em>Il poeta preferito</em>, olio su tela di Sir Lawrence Alma-Tadema (1836-1912)</figcaption></figure></div>



<p>La <strong>scomparsa delle opere letterarie femminili non è dovuta al caso</strong>, ma è legata a ragioni specifiche, fin troppo facili da individuare.<br>In primo luogo, le donne non avevano la possibilità di far conoscere e diffondere le loro opere e, forse, il più delle volte neppure ci pensavano.<br>In secondo luogo, erano uomini coloro che valutavano se inserire o meno un’opera tra quelle da tramandare ai posteri: neanche lontanamente gli sarebbe passato per la testa di prendere in considerazione opere scritte da donne.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_dr.jpg" alt="" class="wp-image-3902" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_dr.jpg 468w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_dr-279x300.jpg 279w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /><figcaption><em>Ragazza che scrive</em>, affresco romano (50 d.C. circa) da Pompei</figcaption></figure></div>



<h5>Il coraggio di Sulpicia</h5>



<p>Il caso di <strong>Sulpicia</strong> ne offre una dimostrazione evidentissima.<br>Le sue poesie, infatti, ci sono giunte sotto il nome del poeta <strong>Tibullo</strong>, al quale vennero attribuite.<br>Ma chi era Sulpicia?<br>Era una fanciulla dell’aristocrazia romana, vissuta al tempo dell’imperatore Augusto.<br>Sulpicia è una donna che sa badare a sé stessa e che decide autonomamente della sua vita.<br>Senza preoccuparsi delle convenzioni, parla infatti liberamente della sua vita sentimentale.<br>È di certo una <strong>donna emancipata</strong>, e a dimostrarlo basta una delle poesie da lei dedicate a un certo Cerinto:</p>



<pre class="wp-block-verse"><em>“È giunto l’amore, finalmente.
Nasconderlo sarebbe assai più grave vergogna
che svelarlo.
Commossa dai miei versi,
Venere lo portò sino a me,
tra le mie braccia compì la sua promessa.
I miei peccati
li narri chi, si dirà, non ebbe i suoi.
Io quasi non vorrei neppure scriverli:
prima di lui, temo li legga un altro.
Ma giova aver peccato.
Mi disturba atteggiare il mio volto alla virtù.
Si dirà che son degna di lui, e lui di me.”</em></pre>



<p>E oggi? Ci sono più scrittrici o più scrittori? Più poetesse o più poeti?<br>A voi la risposta e al prossimo giovedì.</p>
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		<title>la donna greca</title>
		<link>https://www.irenecao.it/blog/la-donna-greca/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 13 May 2020 22:01:00 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono sempre stata dalla parte delle donne.<br>Non sono una “femminista”, no, ma ho scritto di donne, per le donne, con le donne, e credo di conoscere abbastanza bene l’universo femminile.<br>In alcuni momenti della mia vita ho anche rinunciato ad amare, in nome del rispetto ad altre donne (col senno di poi, non so se ho fatto bene o male, ma ho lasciato che fosse la mia anima a decidere, quindi sì, mi sa che ho fatto bene).<br>Ecco, è proprio in virtù di questa mia particolare vicinanza alle donne che ho deciso di dedicare i prossimi due articoli di “Fattore B” al <strong>mondo femminile</strong>.</p>



<h5>La storia è sempre contemporanea</h5>



<p>Come molti di voi sanno, ho una <strong>formazione classica</strong>, così ho pensato di recuperare qualche nozione studiata nel mio percorso di studi e ricerca, per raccontarvi qualcosa di bello.<br>Nei prossimi due articoli voglio parlarvi delle <strong>donne dell’antichità</strong> – la <strong><em>donna greca</em></strong> e la <strong><em>donna romana</em></strong> – perché, anche se quello può sembrarci un tempo incredibilmente lontano, è da lì che veniamo ed è lì che si sono sedimentati nelle nostre memorie cellulari alcuni cliché mai tramontati.</p>



<h5>Venere e la Bellezza</h5>



<p>Iniziamo dalla donna greca.<br>La <strong>Grecia</strong>, culla delle arti e della poesia, attribuiva alla <strong>Bellezza</strong> un’origine divina e scelse una dea per rappresentarla: <strong>Venere</strong>.<br>Emersa dalla spuma del mare, Venere sale nell’Olimpo: è un’apparizione che porta scompiglio tra gli dei e insieme dà origine a quel culto per la bellezza e seduzione che, da allora, è rimasto vivo nel mondo dei mortali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere-1024x643.jpg" alt="" class="wp-image-3878" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere-1024x643.jpg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere-300x189.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere-768x483.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere-500x314.jpg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/1_Venere.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Nascita di Venere</em>, di Sandro Botticelli, olio su tela (1483-85)</figcaption></figure>



<h5>Elena e gli eroi</h5>



<p>Mille e duecento anni prima di Cristo, sempre a una donna, <strong>Elena</strong>, dotata di un fascino irresistibile, si riconduce l’origine di una memorabile guerra fra due grandi popoli: gli Achei e i Troiani.<br>Le vicende si svolgono nel territorio dell’odierna Turchia; gli eventi del conflitto li conosciamo principalmente attraverso i poemi epici dell’<strong><em>Iliade</em></strong> e <strong><em>Odissea</em></strong>, attribuiti a Omero (nella mia mente ora si mescolano ricordi di banchi di scuola e quaderni a righe).<br>Gli eroi più avventurosi di quel tempo mitico, tutti giovanissimi e bellissimi, non sono molto fortunati in amore… Basta che uno abbia moglie o abbia il vezzo di amare un poco le donne, perché il suo destino si oscuri. Così, la sciagura di <strong>Ettore</strong> si colora dell’amore di <strong>Andromaca</strong>, le peripezie di <strong>Ulisse</strong> si devono al fatto che… <strong>Penelope</strong> lo aspetta, e la causa del cruccio di <strong>Achille</strong> e del suo ritirarsi sotto la tenda è l’innocentissima (si fa per dire) <strong>Criseide</strong>.<br>Insomma, che si voglia o no, c’è sempre di mezzo una donna.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_ettore-e-andromaca.jpg" alt="" class="wp-image-3879" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_ettore-e-andromaca.jpg 433w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/2_ettore-e-andromaca-218x300.jpg 218w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /><figcaption><em>Ettore saluta Andromaca</em>, di Sergey Petrovich Postnikov, olio su tela (seconda metà del XIX secolo)</figcaption></figure></div>



<h5>Tra mito e realtà</h5>



<p>Tutto ciò appartiene al mito e alla leggenda.<br>Nella <strong>vita reale</strong>, la donna greca, dopo aver trascorso infanzia e adolescenza a educare il corpo alla grazia e all’armonia, viveva chiusa nei <strong><em>ginecèi</em></strong> (lo spazio della casa destinato alle sole donne).<br>In verità, <strong>due categorie</strong> di donne esistono nell’antica Grecia: quella che, all’ombra delle pareti domestiche, svolge le sue attività di moglie e madre, e quella che, con la bellezza, lo spirito, l’intelligenza, soggioga e trascina il mondo, regnando nel cuore di principi e governanti.<br>Questa seconda categoria di donna entra in tutti i <strong>grandi avvenimenti</strong> della storia greca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-1024x705.jpg" alt="" class="wp-image-3880" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-1024x705.jpg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-300x207.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-768x529.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-1536x1057.jpg 1536w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia-500x344.jpg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/3_Donne_grecia.jpg 1746w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h5>Atene, i tiranni, le donne</h5>



<p>Ad <strong>Atene</strong>, cinquecento anni circa prima di Cristo, una donna aiuta il politico <strong>Pisistrato</strong> a instaurare il primo governo tirannico della storia occidentale.<br>In seguito, un’altra donna cospira per abbattere i Pisistratidi, successori del tiranno: è una donna tosta, sa tacere fra i tormenti, ma alla fine muore. Atene riconoscente le innalzerà una statua sotto le sembianze di una leonessa con la lingua mozza.<br><strong>Cervello</strong> e <strong>sensi</strong> sono le caratteristiche di queste donne, insieme a una buona dose di <strong>genio filosofico</strong>, che sfoggiano con successo.</p>



<h5>Donne libere</h5>



<p><strong>Frine</strong>, l’<em>etéra</em> più celebre dell’antichità (per inciso, le <strong><em>etére</em></strong> erano donne colte ed eleganti, impropriamente paragonate alle <em><strong>escort</strong></em> di oggi), desidera la più bella statua dello scultore Prassitele, per farne omaggio alla sua patria, <strong>Tebe</strong>, e a un certo punto propone addirittura di far risorgere la città a proprie spese, come sappiamo da una famosa iscrizione: “Alessandro distrusse Tebe; Frine la riedificò”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_Frine.jpg" alt="" class="wp-image-3881" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_Frine.jpg 600w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_Frine-300x188.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/4_Frine-500x313.jpg 500w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption><em>Il processo di Frine</em>, di Jean-Léon Gérôme, olio su tela (1861)</figcaption></figure></div>



<p>Superbamente libere, queste donne coltivavano le <strong>lettere</strong> e le <strong>scienze</strong>, aspirando ad innalzarsi con il proprio <strong>ingegno</strong>.<br><strong>Aspasia</strong>, amante e compagna del politico ateniese <strong>Pericle</strong>, ragiona animatamente di filosofia con “il padre dei filosofi” Socrate, e apre lei stessa ad Atene una scuola, dove insegna retorica.<br>Aggiogato Pericle, trascina al suo seguito non solo gli oratori, i condottieri, i poeti e tutti gli uomini eminenti di allora, ma anche le loro mogli, compagne e figlie: insomma, detta letteralmente legge agli Ateniesi.<br>Innamoratissimo, ma non geloso, Pericle lasciava che Aspasia frequentasse <strong>Socrate</strong> e <strong>Alcibiade</strong>, eppure sappiamo che non andava mai in Senato né faceva mai ritorno senza baciarla.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-3883" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-1024x645.jpg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-300x189.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-768x484.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-1536x968.jpg 1536w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-2048x1290.jpg 2048w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/5_AspasiaAlcibiades-1-500x315.jpg 500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Socrate va a trovare Alcibiade in casa di Aspasia, </em>di Jean-Léon Gérôme, olio su tela (1861)</figcaption></figure></div>



<h5>Le spartane</h5>



<p>Se ad <strong>Atene</strong> per le più audaci e fortunate le cose andavano in questo modo, a <strong>Sparta</strong> regnava proprio un altro mondo.<br>A differenza delle altre donne greche che avevano pochissima libertà di movimento e trascorrevano praticamente la vita nelle loro case, le <strong>spartane</strong> venivano educate a <strong>vivere liberamente</strong> all’aria aperta; anche se sposate, non erano tenute a occuparsi dei lavori domestici né della crescita dei figli, affidata alle nutrici.<br>Erano libere di dedicarsi al <strong>canto</strong>, alla <strong>danza</strong> e soprattutto agli <strong>esercizi ginnici</strong>, come il lancio del disco e del giavellotto, la corsa e la lotta, a cui erano addestrate fin da bambine.<br>In questo senso, potrei dire di sentirmi molto vicina alle spartane, se non fosse per questo “piccolo particolare”: che la vita libera e lo sport erano importanti per le donne <strong>nella misura dettata dagli uomini</strong>, fermamente convinti che l’unica funzione delle donne spartane fosse quella di dare figli robusti alla patria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/7_donne-sparta-sport.jpg" alt="" class="wp-image-3884" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/7_donne-sparta-sport.jpg 638w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/7_donne-sparta-sport-300x214.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/7_donne-sparta-sport-500x357.jpg 500w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<h5>Gorgo</h5>



<p>Non riuscendo a comprendere la cultura spartana, gli altri Greci favoleggiavano della <strong>libertà</strong> anche <strong>sessuale</strong> delle donne di questa città e del loro <strong>presunto</strong> potere sugli uomini.<br>Sappiamo che un giorno una straniera disse a <strong>Gorgo</strong>, moglie del re di Sparta <strong>Leonida</strong>: «Voi Spartane siete le sole donne che comandano i loro uomini.» E Gorgo rispose: «Perché siamo anche le uniche a partorire uomini.»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-1024x540.jpg" alt="" class="wp-image-3885" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-1024x540.jpg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-300x158.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-768x405.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-1536x810.jpg 1536w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo-500x264.jpg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/05/8_GorgoeLeo.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Gorgo e Leonida</em>, scena dal film <em>300</em> diretto da Zack Snyder (2007)</figcaption></figure>



<h5>il prezzo della libertà</h5>



<p>In questa battuta colgo tutta la psicologia della donna spartana e mi viene naturale chiedermi: la sua era una libertà sessuale vera o solo presunta? Va detto che <strong>Sparta</strong> era una <strong>società militare</strong>, organizzata dagli <strong>uomini</strong> e per gli uomini, ai quali, per loro scelta, non restava spazio per la vita familiare. Di conseguenza gli Spartani non avevano interesse a rinchiudere le donne in casa e lasciavano loro una grande libertà di movimento.<br>Ma che libertà era? Che prezzo aveva?<br>E noi, donne moderne e fiere della nostra libertà, siamo veramente così libere come vogliamo far credere?<br>Pensiamoci…<br>Per oggi mi fermo qui e vi do appuntamento a giovedì prossimo, con altri racconti di donne antiche.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it/blog/la-donna-greca/">la donna greca</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it">Irene Cao</a>.</p>
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