<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>everyone says i love you &#8211; Irene Cao</title>
	<atom:link href="https://www.irenecao.it/tag/everyone-says-i-love-you/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.irenecao.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Mar 2020 10:25:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.4.10</generator>

<image>
	<url>https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>everyone says i love you &#8211; Irene Cao</title>
	<link>https://www.irenecao.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>QUALCOSA DI MAGICO</title>
		<link>https://www.irenecao.it/blog/qualcosa-di-magico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[super]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 10:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[campiello barbaro]]></category>
		<category><![CDATA[everyone says i love you]]></category>
		<category><![CDATA[irene cao]]></category>
		<category><![CDATA[onyria]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.irenecao.it/?p=3790</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Cammino a passo veloce fino a Punta della Dogana e, tornando indietro, faccio una sosta a Campiello Barbaro, uno dei luoghi della città che amo di più. È una piazzetta poco conosciuta, lontana dai soliti circuiti. Quando i pensieri mi girano a vuoto nella testa, a volte vengo qui, e succede sempre qualcosa di magico, ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it/blog/qualcosa-di-magico/">QUALCOSA DI MAGICO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it">Irene Cao</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><em>“Cammino a passo veloce fino a Punta della Dogana e, tornando indietro, faccio una sosta a Campiello Barbaro, uno dei luoghi della città che amo di più. È una piazzetta poco conosciuta, lontana dai soliti circuiti. Quando i pensieri mi girano a vuoto nella testa, a volte vengo qui, e succede sempre qualcosa di magico, chissà perché. Mi siedo sull’ultimo gradino del ponte di pietra, dove il sole ha depositato tutto il suo calore, e appoggio la schiena al muretto di mattoni da cui spunta qualche filo d’erba. Da qui sembra tutto più dolce, i raggi vestono i due alberi spogli di tante piccole stelle lucenti. Al centro del campiello c’è un’aiuola piena di rose: è incredibile, fioriscono sempre, anche d’inverno.”</em></p>



<p>Siamo a Venezia e questa è la voce narrante di <strong>Elena</strong> in <strong><em>Io ti guardo</em>.</strong><br>La nostra protagonista ha un groviglio di pensieri nella testa e, per provare a districarli, si è rifugiata in un luogo magico di Venezia: <strong><em>Campiello Barbaro</em></strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/C_barbaro_07a1.jpg" alt="" class="wp-image-3793" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/C_barbaro_07a1.jpg 800w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/C_barbaro_07a1-300x199.jpg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/C_barbaro_07a1-768x509.jpg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/C_barbaro_07a1-500x331.jpg 500w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Lo ammetto, in quel passo del romanzo c’è molto di me, ed è proprio di quel luogo che voglio parlarvi nell’articolo di oggi.<br>Di <strong>Venezia</strong> amo tutto, ormai lo sapete. Amo le sue dosi massicce di Bellezza, i suoi inconfondibili colori e suoni, le sue folle e i suoi silenzi. Soprattutto, amo i suoi angoli “fuori dal tempo”: Campiello Barbaro è uno di questi.</p>



<p>Ma andiamo con ordine. Non so se sapete tutti che cos’è un <strong><em>campiello</em></strong>; nel dubbio, ve lo spiego.<br>Un <em>campiello</em> è un <em>campo</em> di dimensioni più ridotte. Badate bene che a Venezia “campo” significa “piazza”; potremmo dire che il campiello corrisponde alla “piazzetta”.<br>In epoca passata il campiello era spesso un punto focale della vita quotidiana, costituendo di fatto un micro-quartiere in cui tutti sapevano tutto di tutti e dove pettegolezzi, litigi, chiacchiericci e discussioni anche salaci tra gli abitanti erano all’ordine del giorno. <strong>Carlo Goldoni</strong> ha ritratto queste abitudini nella sua commedia <em>Il campiello</em>, che ha ispirato anche l’operetta omonima composta da <strong>Ermanno Wolf-Ferrari</strong> nel XX secolo.<br>Non è un caso, poi, se questo particolarissimo elemento urbanistico di Venezia dà il nome a uno dei più prestigiosi e conosciuti premi letterari italiani: il <strong><em>Premio Campiello</em></strong>.</p>



<p>A Venezia si contano <strong>134</strong> campielli. Non so se li ho visti proprio tutti, so però che a Campiello Barbaro, proprio come Elena nel romanzo, mi sono fermata un sacco di volte.<br>Ogni persona che passa di lì, ne sono certa, sente la voglia di fermarsi anche un solo istante per respirare il fascino del luogo.</p>



<p>Non saprei dire esattamente che cosa lo renda tanto suggestivo, forse è l’intero quadro architettonico in cui è inserito a rivestirlo di magia, tanto da averlo reso nel tempo una delle location preferite dai registi.<br><strong><em>Tempo d’estate (Summertime)</em></strong><em> </em>(1955) di David Lean; <strong><em>Venezia, la luna e tu</em></strong> (1958) di Dino Risi; <strong><em>Chi l’ha vista morire?</em></strong> (1972) di Aldo Lado; <strong><em>Anonimo Veneziano</em></strong> (1970) di Enrico Maria Salerno;<strong><em> Tutti dicono I love you</em></strong> (1996) di Woody Allen: sono solo alcuni dei film che hanno eletto a set <em>Campiello Barbaro</em>.</p>



<p>Anch’io ho girato una
piccola scena di <strong><em>Onyria-the Dream of Love</em></strong> – una scena che in
origine doveva svolgersi altrove – proprio a ridosso del campiello.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Irene Cao - Onyria - film EN" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/CHwmdbnCI_4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Campiello Barbaro si
trova a metà strada fra il Ponte dell’Accademia e Punta della Dogana, a due
passi dal <strong><em>Museo Peggy Guggenheim</em></strong> e dalla <strong><em>Basilica della
Salute</em></strong>. Il suo nome è probabilmente legato al fatto che la famiglia&nbsp;<strong>Barbaro</strong>&nbsp;possedeva il vicino palazzo che
si affaccia sul <em>rio delle Torreselle</em> e sul Canal Grande. Nel 1493,
inoltre, il nobile&nbsp;Vincenzo Barbaro&nbsp;sposò la figlia di&nbsp;Giovanni
Dario, proprietario della vicina <strong><em>Cà Dario</em></strong>, un sontuoso palazzo
con una “storia maledetta” che meriterebbe un post a sé (chissà, forse un
giorno ve ne parlerò…).</p>



<p>Nel tempo ho capito
perché Campiello Barbaro ha affascinato e continua ad affascinare tanti registi
e fotografi: è un luogo che non ha bisogno di effetti speciali per poter
risplendere. La luce che lo avvolge è unica, sia nelle giornate di sole che in
quelle grigie; l’atmosfera che si respira è raccolta, intima, conserva un non
so che di antico e inviolato; soprattutto quando cala la
sera, sembra di tornare indietro nel tempo.</p>



<p>Il ponte di pietra che offre i suoi gradini a Elena – tante volte lì mi sono seduta anch’io, specialmente al tramonto – è il ponte di <strong><em>San Cristoforo, </em></strong>da cui si intravede parte del Canal Grande, caratteristico per la sua scala incurvata: sembra un normale ponte se lo si raggiunge lasciando alle spalle il Museo Guggenheim, ma si trasforma in una sorta di palcoscenico allargato, se lo si guarda dal Campiello.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2-1024x731.jpeg" alt="" class="wp-image-3794" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2-1024x731.jpeg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2-300x214.jpeg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2-768x549.jpeg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2-500x357.jpeg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/Campiello-Barbaro-2.jpeg 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A te, che stai leggendo questo post, se un giorno avrai la fortuna di passare di lì, fermati un istante al centro del campiello, accanto all’aiuola fiorita, ascolta la melodia improvvisata dal suonatore di liuto, respira, chiudi gli occhi e guarda lo spettacolo che va in scena di fronte a te.</p>



<p>Potresti rivedere <strong>Katharine Hepburn</strong> (Miss Hudson) nel film <em>Summertime</em> mentre scende dalla scalinata, oppure <strong>Julia Roberts</strong> (Von) che, correndo, incrocia Woody Allen nel film <em>Everyone Says I Love You</em>, ma anche la <strong>Nina</strong> (Marisa Allasio) che si precipita a casa di Toni in <em>Venezia, la luna e tu</em>, bellissima commedia di Dino Risi con uno straordinario <strong>Alberto Sordi</strong> nei panni del gondoliere Bepi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you-1024x533.jpeg" alt="" class="wp-image-3795" srcset="https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you-1024x533.jpeg 1024w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you-300x156.jpeg 300w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you-768x400.jpeg 768w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you-500x260.jpeg 500w, https://www.irenecao.it/wp-content/uploads/2020/03/everyone-says-i-love-you.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Julia Roberts e Woody Allen nel film <em>Everyone Says I Love You</em></figcaption></figure>



<p>Che magie fanno certi luoghi…<br>Ora apri gli occhi. Forse sul ponte sta passando la tua anima gemella.<br>O forse non c’è nessuno.<br>Ma tu puoi metterci chi ti sta più a cuore, Venezia te lo concede.</p>



<p>A me per un attimo è sembrato di vedere <strong>Elena</strong>, sentire la sua voce e intercettare i suoi pensieri:</p>



<p class="has-drop-cap has-normal-font-size"><em>“Distolgo lo sguardo dalle rose e mi soffermo sull’acqua del canale che scorre lenta sotto di me. Ha un colore poco incoraggiante, è torbida, ma mi fa meno impressione del solito. All’improvviso, anche l’idea di rivedere Leonardo mi incute meno timore.</em><br><em>La verità è che, nonostante tutto, io lo voglio ancora. E tra mille dubbi questa è l’unica certezza.”</em></p>



<p>E voi, avete più dubbi o certezze?<br>Io di sicuro ho più dubbi e ne vado fiera.</p>



<p>Per oggi da #fattoreB è tutto.<br>A giovedì prossimo. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it/blog/qualcosa-di-magico/">QUALCOSA DI MAGICO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.irenecao.it">Irene Cao</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
