Sorridere nel silenzio

29 Agosto 2015

In molti mi chiedete: quando uscirà il nuovo romanzo?

Bisogna saper aspettare, capacità che forse abbiamo un po’ perso, in quest’epoca in cui tutto sembra velocissimo.

Da tempo sto lavorando a un’idea, ma non so ancora quanto ci metterò per svilupparla. So solo che quest’idea diventerà libro: la storia e i personaggi albergano nella mia mente da mesi, ho fatto varie ricerche e continuo a studiare ogni giorno.

Ma non è di questo che voglio parlare nel post di stasera. Voglio raccontarvi di quanto possa essere difficile stare in silenzio e, nel silenzio, provare a mettersi in contatto con la parte più autentica di noi stessi.

In questi ultimi giorni di silenzio ho incontrato ricordi, emozioni, fotogrammi di vita. Ho provato a fare pace con persone che non sento più ma a cui ho voluto bene, ho provato a dar loro amore, ad avvolgerli di pensieri luminosi, a sorridere insieme a loro.

Il sorriso è un’arma potentissima. Anche grazie al sorriso, ho sentito l’anima in equilibrio. Per scrivere devo essere in perfetto equilibrio dentro, avere il cuore pieno.

Raramente, nel compiere un’azione, stiamo attenti agli effetti positivi o negativi dello stato d’animo nel quale ci troviamo. Spesso ci mostriamo noncuranti o superficiali perfino con gli esseri che amiamo. Se siamo tristi o infelici e andiamo ad abbracciare qualcuno per cercare conforto, rischiamo di trasmettergli le nostre amarezze. Quando ci sentiamo nervosi, irritati o di cattivo umore, non dovremmo toccare gli altri, soprattutto i bambini. Gli abbracci dovrebbero solo servire a trasmettere amore. Così, quando cuciniamo, dovremmo essere in pace, avere la piena coscienza che il cibo che stiamo preparando si impregna dei nostri pensieri e sentimenti (pensieri e sentimenti che verranno poi assorbiti, insieme al cibo, dagli invitati a cena). Per la scrittura funziona allo stesso modo. È un atto generoso, da compiersi con il cuore aperto e la mente illuminata. Impariamo perciò, in generale, a riporre maggiore attenzione in ogni nostro gesto, a sviluppare la nostra coscienza e sensibilità.

Godiamoci ciò che resta dell’estate con libertà, sapendo che uno spirito è libero quando niente lo rende schiavo.

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